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“Uno sconosciuto” mi ha chiesto di trovare l’amore della sua vita ed io l’ho aiutato perché sono un’eterna romantica e credo nelle storie a lieto fine.

Storie di vita quotidiana per sfigati:

Questa è una storia di una persona che vuole trovare una persona e chiede aiuto ad un’altra persona. Lo ammetto, detto così, sembra un po’ inquietante, come se qualcuno di punto in bianco si sveglia la mattina e chiede aiuto a me, manco fossi Maria De Filippi.

Per capire questa storia dobbiamo tornare indietro di un bel po’ di anni e fare capolino al lontano 2008, quando sono stata ad una vacanza studio all’estero ed ho conosciuto un sacco di persone da tutta Italia. Sapete quelle vacanze di quando eri adolescente, brutto e ti vestivi malissimo? Ecco, quelle. Quando riguardo le foto un brivido di vergogna mi sale addosso, quei maglioncini grigi acrilici e quei jeans a vita bassa sono una parte della mia vita dolorosa che vorrei proprio dimenticare. Comunque tralasciamo la moda anni 2000.  Questo preambolo ha motivo di essere raccontato perché il povero cristiano che mi ha chiesto aiuto, al quale daremo il nome di fantasia di Tarquinio il Superbo, è in realtà un ragazzo che avevo conosciuto lì. Sta di fatto che domenica, precisamente alle 5 e 27 di mattina, mi arriva un messaggio su Instagram con queste testuali parole: “Ei ciao come stai?, non mi prendere per matto ma ti ricordi della vacanza studio? Tu eri con amiche calabresi.” Quindi sveglia da pochi minuti non sapevo neanche in che stanza mi trovassi figuratevi se mi ricordassi in quel preciso momento della vacanza studio di 12 anni fa. Dovete sapere una cosa, io inizio a ragionare solo dopo il caffè, prima la mia mente è vuota e persa.

Dopo il caffè, ho ragionato. Sì, ero andata in vacanza studio nel 2008, e sì, stavo con gruppo di calabresi. Fin qui c’ero. Decido di rispondere e capire cosa volesse il mio “amico” Tarquinio. Lui inizia dicendomi “ti ricordi di quella ragazza con il caschetto e occhi bellissimi, mi dici il suo nome?” Grazie al cielo non era l’anno in cui si usava il caschetto tra le giovincelle quindi le mie amiche con il caschetto me le ricordavo. Per quanto riguarda invece gli occhi scuri bellissimi la maggior parte delle italiane ha gli occhi scuri bellissimi. Madonna! Che indizio.

Insomma Tarquinio stava cercando una ragazza che aveva conosciuto 12 anni fa della quale non ricordava bene la sua faccia ricordava bene la profondità dei suoi occhi.

Quella domenica mi ero svegliata di buona e poi, fondamentalmente, sono un’eterna anima romantica e quindi decisi che dovevo aiutare in qualche modo il mio nuovo-vecchio amico Tarquinio il Superbo. Così cominciamo la ricerca e armata di buona pazienza e memoria inizio a fare mente locale per ricordare tutte le ragazze che facevano parte del mio gruppo. Doveva essere una cosa apparentemente semplice e veloce e inizio così ad elencargli tutti i nomi e allegargli le rispettive foto delle sospettate con occhi bellissimi e caschetto. Nel frattempo chiedevo delle delucidazioni, magari non so, qualche particolare in più che mi potesse riportare a lei. Dopo aver ripreso nomi e cognomi, che manco fossi la spia del CIA, avevamo capito insomma che non era una mia amica. Nonostante ciò, non mi sentivo di lasciare solo e triste quella povera animella e decido di aiutarlo lo stesso. Ho mille difetti ma un pregio credo di averlo, mi ricordo tutti i nomi e i cognomi di persone che ho visto anche solo una volta nella mia vita. Non chiedetemi perché, so solo che è così.

Mi ero talmente tanto scervellata che sembrava avessi fatto il compito di matematica della maturità ed avevo esaurito tutti i nomi. Ero dispiaciuta, non potevamo fallire così, mi viene in mente l’ultimo nome. Mando l’ultima foto. Avevo l’ansia come dovessi aspettare il voto del compito. Mi risponde e mi dice: “ Si, credo sia lei, ma devo vederla meglio. Però penso sia lei.” Non ci potevo credere, era lei. Ero felice. Come vi ho detto, credo nell’amore, quello profondo e irrazionale. Quello che ti fulmina e ti folgora, quello che ti fa soffrire, quello che ci rende vivi. A questo punto chiedo, giusto per curiosità, come dopo 10 anni gli era venuto in mente di cercare una persona così dal nulla.

Mi risponde queste testuali parole: “sono matto, faccio collegamenti strani e poi devo cercare le persone e trovarle.”  Matto o non matto, chiamatelo come volete, il mio amico Tarqui, era uno che invece aveva avuto coraggio. Voleva trovare l’amore della sua vita, e, diciamo ha combattuto per averlo seduto comodamente dal divano di casa, ma ha fatto il suo possibile.

Se credete che la storia sia finita, no cari, vi sbagliate. Non so se lo sapete, ma la favola, per essere considerata una favola e finire con il gran finale, deve seguire un certo schema. L’eroe, che in questo caso è il nostro Tarqui, deve superare delle prove per arrivare alla propria amata e per vivere felici e contenti. Più prova di una pandemia mondiale non so cosa possiamo metterci, miei cari, forse il destino? il caso? Sta di fatto che l’amore trionfa sempre, o almeno così ci hanno raccontato. 

Bene, dopo aver fatto tutto quel bordello e aver scomodato persone da quasi tutta Italia, il caro Tarqui si accorge che non sono quelli gli occhi che l’hanno folgorato e ammaliato. Bene, eravamo punto e daccapo, non avevamo più nessun indizio. Nonostante ciò ero fiduciosa, ero sicura che prima o poi l’avremo trovata, dovevamo solo prendere una strada diversa. Ma quale era la strada diversa? Dovevamo chiedere aiuto.

Dovete sapere che molte volte chiedere aiuto è la scelta più giusta che possiate fare. Non vi rende vulnerabili e fragili, anzi vi rende più forti. Dovremmo un po’ tutti imparare a chiedere aiuto, ma soprattutto, dovremmo imparare ad aiutare. Aiutare ci rende persone migliori, non è che io adesso ricevo il premio Nobel per la pace, sono diventata solo una persona un po’ migliore di ieri. Ma potrei peggiorare subito.

Così l’aiuto è arrivato solo dopo pochi minuti. Incessantemente sfogliavo le foto di quella vacanza, pensando chi potesse essere sta cristiana. In tutto ciò il nostro caro Tarqui afflitto e giù di morale stava cedendo, ma non era quello il momento di cedere.

Ragazzi e ragazze ricordatevi di non cedere mai, mai e poi mai. Anche se non ce la fate più, non demordete mai. Andate sempre dritti verso i vostri obiettivi e prima o poi, li raggiungerete. In Calabria si dice “se non è mo’ è mo’ mo’ ”, cioè se non è subito è di sicuro tra un po’.

Bene, dopo aver cercato ancora e ancora, sparo un nome così a caso ed ecco che esco il nome dell’amica della principessa del mio caro Tarqui. Stavamo arrivando a lei, madonna che fatica.

Tarqui, preso bene contatta l’amica per chiedere il nome. In quel momento attimi di panico e ansia. Ormai mi sentivo parte integrante di questa storia, mi sentivo come la fatina che aiutava l’eroe ad arrivare alla sua amata.

Vi avverto, se vi aspettate un finale da vissero felici e contenti mi dispiace ma non è questa la storia. Il finale desiderato esiste nelle favole, questa purtroppo o per fortuna, è la vita. E la vita a volte è magnifica ma alle volte fa schifo per davvero. Ma non possiamo farci nulla, perché nella sua imperfezione e bruttezza la vita è anche quel finale indesiderato, quella delusione, quella storia andata a male. Come diceva il caro Max Pezzali, tutto va come deve andare. E non voglio fare la fricchettona che crede negli astri e nella parapsicologia del destino, ogni cosa nella vita succede perché succede. E non c’è un perché o forse si, ma io purtroppo non lo so.

Il finale è finale perché appunto deve finire, e molte volte dobbiamo, a forza di cose, prenderci quello che viene perché non dipende da noi. Il finale desiderato può essere bello ma a volte quello indesiderato può essere ancora meglio.

Finale della storia: il mio caro Tarquinio ha trovato la sua principessa felicemente sposata e con due figli. Nella vita può succedere anche questo dopo 12 anni o più. Quello che tutti forse dovremmo imparare da Tarquinio è la noncuranza al rischio, il rischio di prendere porte in faccia, il rischio di rimanere delusi, il rischio di rischiare.

Tarquinio è stato coraggioso, ha combattuto e ci ha provato. Poi non è andata bene. La vita, il tempo che scorre inesorabilmente, ma chissene frega, la vita è una e l’importante è provarci sempre, con tutte le forze che abbiamo in corpo.

Vi auguro di rischiare ed essere almeno un terzo matti come Tarquinio. Perché meglio matti che stare fermi a guardare la vita che scorre. Tutto può avere un lieto fine, solamente è diverso da quello che ci aspettavamo.

Fine

La storia è ispirata a fatti realmente accaduti.

Una risposta su ““Uno sconosciuto” mi ha chiesto di trovare l’amore della sua vita ed io l’ho aiutato perché sono un’eterna romantica e credo nelle storie a lieto fine.”

ahahahahah “ha combattuto comodamente seduto sul divano di casa sua” racchiude tutto il massimo pathos che raggiungono molte storie d’amore moderne. Questa avventura è proprio da Ros. tvb

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